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| IPOVISIONE
- Cosa è? |
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| L’ipovisione è quella condizione in cui, a
causa di una patologia neuro-oftalmologica irreversibile
tale da impedirne il normale svolgimento delle attività quotidiane,è impossibile
intervenire con la correzione di sistemi refrattivi convenzionali
(ausili ottici come occhiali da vista, lenti a contatto).
Ausili per ipovisione
Offriamo un servizio di riabilitazione del soggetto ipovedente,
con ausili ottici ed elettronici di ogni genere e per ogni
tipo di ipovisione, sia essa centrale che periferica.
Presso il nostro centro si possono visionare e provare
gli ausili più adatti ad ogni singola casistica,
sistemi microscopici, sistemi telescopici, videoingranditori,
illuminotecnica, ausili di tipo non ingrandente ecc.
La riabilitazione nel soggetto ipovedente
Per la riabilitazione utilizziamo un protocollo di lavoro
che valuta il residuo visivo, le aspettative visive del
soggetto ipovedente, sia che esso necessiti di sola lettura,
necessità di deambulazione, integrazione nella vita
sociale (sia essa lavorativa che scolastica). Volgiamo
le nostre attenzioni a scegliere il miglior ausilio visivo
per ogni singolo soggetto, inoltre forniamo una guida illuminotecnica
per lo studio delle fonti luminose domestiche (posizionamento
e tipo) ed un programma di contrasto negli ambienti d’uso
quotidiano. L’ipovisione è in ogni modo
una materia molto complessa e andrebbe affrontata singolarmente
per ogni soggetto. |
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La condizione
visiva dell'ipovedente è quella
di una persona che, seppure non totalmente cieca,
ha subito una tale riduzione della funzione visiva
da risentirne pesantemente nella vita quotidiana.
Pur conservando una residua acuità visiva,
l'ipovedente ha subito un grave ed irreversibile
danno funzionale (menomazione), che implica un
impedimento (disabilità) a svolgere compiti
che richiedono una certa capacità visiva:
lettura e scrittura, guida, utilizzo di computer
e Tv, ecc. La disabilità provoca un certo
grado di disagio sociale (handicap), che può variare
molto da individuo a individuo, secondo l'età,
le attitudini, il carattere, il tipo di lavoro.
Poiché la funzione visiva è rappresentata
in primo luogo dalla acuità visiva e dal
campo visivo, vari deficit dell'ipovisione ostacolano
e complicano l'attività di orientamento
e mobilità. Per meglio comprendere le difficoltà di
un ipovedente è bene ricordare altre importanti
funzioni: visione al buio, discernimento dei colori,
visione stereoscopica, sensibilità all'abbagliamento.
Anche se un ipovedente è in grado di distinguere
le forme, la vicinanza o meno di un oggetto, la
luce e l'ombra, tutto ciò non gli permettedi
riconoscere adeguatamente le informazioni visive:
può riconoscere un cartello stradale, ma
non riuscire a leggerlo, può non vedere
in tempo un ostacolo o restare abbagliato da una
luce improvvisa. La percezione imprecisa e incostante
della realtà visiva fa sì che l'ipovedente
abbia un rapporto incerto con l'ambiente e che
proceda, nelle azioni, per tentativi ed errori.
Il ricorso alla riabilitazione visiva, fatta di
esercizi e di ausili ottici che permettono di sfruttare
al massimo la potenzialità visiva residua,
permette di migliorare notevolmente le condizioni
dell'ipovedente nei rapporti sociali, nella scuola,
nel lavoro, consentendogli una completa integrazione
nel mondo sociale.
IMPLICAZIONI PSICOLOGICHE
La qualità della
visione può essere
valutata secondo tre criteri. Menomazione visiva:
perdita parziale o completa di specifiche funzioni
visive che si possono misurare tramite test clinici.
Disabilità visiva: menomazione visiva
consistente nella perdita, parziale o completa,
di normali capacità funzionali correlate
con la visione. Handicap visivo: la disabilità implica
per l'individuo l'impedimento nelle attività quotidiane.
Se il grado di disabilità è legato
alla particolarità del danno visivo, alle
aspettative del paziente e al suo disa-gio psicologico,
il tipo di handicap non corrisponde necessariamente
al tipo di disabilità. Infatti, alcune
variabili quali bisogni, retroterra culturale
o coinvol-gimento sociale e professionale posso-no
incidere notevolmente sulla tipologia dell'handicap.
L'ambiguità della condizione degli ipovedenti,
né ciechi né normovedenti, può causare
meggiori difficoltà psicologiche rispetto
ai ciechi assoluti, poiché essi devono
combattere contro pregiudizi che rendono sovente
difficile la loro integrazione nel mondo dei
normodotati. Per questo una reale consapevolezza
della malattia può facilitare un intervento
psicologico di sostegno e permettere di ottimizzare
il residuo funzionale.
Specialista
O.D. Bruno
Muscarà |
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